…..E se mio figlio incontrasse le droghe?

…..E se mio figlio incontrasse le droghe?

L’adolescenza è una fase evolutiva complessa e turbolenta, in cui c’è la necessità di differenziarsi, allontanarsi ed emanciparsi dalla propria famiglia.

I ragazzi, in questa fase, tra una età che va dai 13 – 14 anni ai venti,  sono spesso  afflitti da un senso di smarrimento e confusione, di vuoto, da noia, da inquietudini e da ansie cui non sanno mettere freno. La paura di non essere all’altezza dei compiti che la famiglia, la scuola e la società richiedono loro, la scarsa fiducia nelle proprie competenze, la mancanza di autostima e la sensazione di essere incompresi dai genitori, i mutamenti così imprevedibili del loro corpo e le varie sensazioni emotive che li investono, giorno dopo giorno, diventano un campo di prova arduo.

Puntualizzo che tutto ciò è normale e fisiologico, ma che richiede il sostegno dell’adulto sia nel rispetto delle caratteristiche di questa fase sia nella funzione di sostegno.

Neppure per gli adulti è facile capire quale è la posizione più giusta da mantenere.

Posso suggerire la giusta distanza, ovvero la distanza necessaria dall’adolescente nel momento in cui ha bisogno di fare esperienze nuove per sé e che rinforzino il suo senso di identità, la vicinanza necessaria nel momento in cui bisogna indicare ed imporre limiti e confini.

Tra le sperimentazioni più diffuse in questa fase di vita c’è quella delle sostanze psicotrope, a partire da alcool e tabacco, più accessibili fino a fumo o cocaina passando per le droghe sintetiche.

Certo questo ci spaventa abbastanza, e non penso che sia un percorso obbligato, ma possibile.

Innanzitutto occorre fare una distinzione tra droghe pesanti e leggere sia in merito agli effetti che ai rischi (la marijuana è una droga leggera, meno nociva del tabacco; l’alcool è una droga pesante tanto quanto la cocaina), e tra modi di usare le sostanze (modalità, frequenza, contesto, tipo, situazione).

Tutte queste variabili ci permettono di capire la maggiore o minore problematicità della situazione e di stabilire dei criteri attraverso cui gli adulti, e di conseguenza i ragazzi, si possono orientare e regolare.

Cerco di essere più chiara: l’hashish è una droga leggera, fumata in un contesto ricreativo con gli amici può essere innocua rispetto agli effetti ed ai danni (personali, sociali, scolastici, familiari, economici), la stessa sostanza fumata in solitudine per l’intero arco della giornata può essere fortemente penalizzante (non si mantengono gli impegni, non si sta con gli amici, si inaspriscono i rapporti familiari, etc…).

Se impariamo a fare questo genere di ragionamento, comprendo complicato, soprattutto per chi è genitore chiamato in causa rispetto al proprio figlio che consuma sostanze psicotrope, possiamo trasportarlo anche verso il consumo di altre sostanze.

Alcune sostanze psicotrope sono illegali e quindi espongono i ragazzi ad un rischio maggiore per reperirle e consumarle, ma alcune sostanze, pur non essendo propriamente illegali, sono altamente rischiose, in quanto non se ne conosce la composizione e la qualità. Per esempio la spice, una droga sintetica reperibile sul web della quale ancora non si conoscono i rischi per la salute ma il suo consumo tra i giovani italiani sta scalando la classifica delle sostanze psicoattive più in voga del momento. Sembra marijuana, ma in realtà è un tritato di erbe “normali” irrorato di una sostanza spray composta da droghe sintetiche simili alla cannabis. Attualmente non è possibile più venderla liberamente ma le droghe sintetiche girano sul web sotto nomi più svariati come integratori (Krokodil, Shaboo, Scoop, Bromo-Dragonfly sono abbastanza note).

Droghe pesanti come la cocaina, sono più difficilmente utilizzate, dai giovani adolescenti, anche se il diminuire del prezzo di una piccola dose oppure il basso prezzo di crak la rende, rende, comunque accessibile.

L’indicazione più corretta per gli adulti  è sempre quella di rimanere un punto di riferimento, metaforicamente “un faro”.

“Chi va per mare lo sa: quando guardi nel nero notturno e vedi il faro, ti senti meglio. Senti la mèta, sai che la via è buona”. (da Simone Perotti, scrittore e velista)

 

Related Posts

No Comments

Leave a Comment

Your email address will not be published.