Curriculum Vitae: basta per un lavoro?

Curriculum Vitae: basta per un lavoro?

Titolo impegnativo, ma sarà proprio vero che il Curriculum Vitae non basta più?

In quesi ultimi anni c’è stato un enorme cambiamento nel mondo del lavoro.

Ai tempi di mio padre il posto statale si snobbava a fronte di un forte investimento sulla libera professione, settore in cui era possibile ‘far soldi’.

A distanza di alcuni anni (sono i miei tempi)  il posto statale è un miraggio per tutti coloro che sono in cerca di un lavoro e vedono sempre più ridotte le possibilità lavorative.

I numeri che ci vengono forniti, quasi quotidianamente, sul numero dei disoccupati ‘ufficiali’ sono allarmanti, ma credo che siano ampiamente sottostimati. In quei numeri non rientrano, infatti, tutta una serie di categorie (le cosiddette Partite  Iva), che oltre a calamitare  tutti i mali economici del nostro paese (sono infatti quelli che, secondo non si sa bene quale teoria, sono nati con il gene dell’evasione fiscale), stentano (nella maggior parte dei casi) a ‘tirare avanti’.

Dopo questa allegra introduzione, veniamo al tema dell’articolo.

Quanti Curriculum avete mandato? 50? 100?

E a quanti avete ricevuto una risposta? 1 o 2?

Iniziamo col dire che un’azienda seria e che si ri spetti dovrebbe SEMPRE rispondere alle candidature, cosa che raramente accade. L’inserzione dell’annuncio è il primo atto di public relations che un’azienda fa, pertanto dovrebbe premurarsi di contattare chi ha mostrato interesse per l’annuncio. E’ come se voi entraste in un negozio (in quella strada ce ne sono altri 10 che vendono le stesse cose), in teoria chi lavora dovrebbe essere contento di aver attirato la vostra attenzione e ringraziarvi del tempo che gli state dedicando. E invece in che situazione ci troviamo? In una situazione in cui l’annuncio non è affatto chiaro e molte volte vìola le più elementari leggi (un esempio è la discriminazione: lo sapevate che per legge le inserzioni non possono essere discriminatorie? Ed invece quante richieste riservate a sole donne o soli uomini vedete?)

Torniamo al Curriculum.

Quante convocazioni per un primo colloquio avete ricevuto?

Beh rispetto a quei curricula mandati vi sarete domandati cosa non ha funzionato e così avete iniziato a scerverlarvi per migliorare la lettera di presentazione, per ottimizzare l’iter lavorativo, per rendere appetibile quello formativo, ecc.

E la parte relativa alle competenze? Avete dato il giusto risalto anche a quella? Eh si perché nel mondo del lavoro attuale diventa fondamentale quella sezione.

Ecco un primo nodo da sciogliere nel quale ci si trova con la formazione avuta nel nostro paese: molto teorico-accademica, ma scarsamente pratica.

In un iter selettivo verranno sicuramente prese in considerazione le vostre competenze. Ad esempio se voi andaste a comprare una macchina la scegliereste solo per la marca, il colore, il design, o andreste invece a informarvi e a conoscere ad esempio la velocità massima, il consumo, la longevità, il chilomentraggio? Bene allora quelle che voi andreste a cercare sono le delle caratteristiche dell’auto che potremmo definire le sue competenze.

Diventa quindi fondamentale curare la parte delle competenze per fare un salto da un Curriculum di prima generazione ad un Curriculum di seconda generazione.

Ma allo stato attuale basta questo cv di seconda generazione?

Rispetto alla mia esperienza nelle Risorse Umane, posso dire di no.

Bisogna proiettarsi in avanti e pensare ad un Curriculum di terza generazione.

Eh si perché con tutti i servizi online per fare curriculum e i molteplici professionisti che offrono il loro servizio per fare il ‘Curriculum Vita Perfetto’ (come se il cv fosse perfetto per tutte le occasioni e non andasse perfezionato per ogni risposta a ricerche di lavoro), ormai la maggior parte dei Currila inviati risultano essere validi e attenzionabili dal selezionatore di turno.

Cosirè ha uno spazio di sostegno piscologico GRATUITO per chi ha perso il lavoro o lo sta cercando.

Cos’è che rende una candidatura più attraente di un’altra? Qual è la discriminante?

Il terzo elemento da aggiungere è la vostra presenza online. Si… proprio quella: Facebook, Google+, Linkedin, Blog,  articoli, Siti, ecc… perché chi va a fare una selezione,  va a ricercare  informazioni  su di voi online… e posso assicurarvi che ne troverà parecchie (d’altra parte lo facciamo quotidianamente anche noi, magari su tripadvisor per vedere come è quel ristorante!),  così io che magari non avevo messo la mia foto sul curriculum vitae pensando di essere poco attraente, vengo trovato e ‘visto’  grazie al motore di ricerca di google, bing o di yahoo.

Ma cosa se ne farà di queste informazioni chi fa selezione?

Andrà a fare un riscontro con i dati da voi forniti sul curriculum e quelli reperibili online, ma non solo, andrà anche a vedere la coerenza di ciò che voi avete dichiarato e ciò che rappresentate sul web (e che può essere sconfessata dalle libere dichiarazioni su un blog o altre parti), e la coerenza di ciò che è richiesto dall’azienda per quella determinata mansione da ricoprire.

Siamo quindi nell’epoca in cui voi in prima persona siete il vostro Curriculum, con quello che fate, ad esempio la recensione sul kindle store di un ebook letto (a me personalmente è capitato di trovare la mia recensione su una pagina facebook aperta a tutti), sulle relazioni che intrattenete online (vedi linkedin).

Voi potreste dirmi: si vabbé ma che ne sa l’esaminatore di quello che scrivo su facebook? A tale proposito conoscete la teoria dei 6 gradi di separazione?

La teoria dei sei gradi di separazione, “in semiotica e in sociologia, è un’ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona o cosa attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di 5 intermediari”     (cit. Wikipedia).

Potrebbe quindi essere molto più facile di quanto da voi previsto conoscervi (ad es un vostro amico condivide quel vostro intervento).

Questo credo sia attualmente il modo migliore di fare e presentare il vostro Curriculum.

E per chiudere un suggerimento: fate attenzione a ciò che scrivete sul web e soprattutto a ciò che gli altri dicono di voi!

 

Gianpaolo Bocci

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