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Dipendenza da smartphone: i segnali

Dipendenza da smartphone: i segnali

Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto come possa evolvere nel tempo un comportamento che, da semplice diversivo iniziale, arriva a strutturarsi come un dipendenza, in particolare abbiamo parlato di Dipendenza da smartphone.

Abbiamo preso in considerazione una prima variabile importante per fare una prima valutazione: il  tempo passato ‘con lo smartphone in mano’.

Una seconda variabile riguarda le relazioni interpersonali, anch’esse si trovano ad essere sacrificate e a subire un ridimensionamento dell’investimento nel tempo.

Ma come si valuta una dipendenza da smartphone in termini di relazioni?

Vediamo come, questo ipotetico percorso, evolve:

Nelle uscite con gli amici si comincia a maneggiare sempre più spesso lo smartphone, con  l’illusione di partecipare alle discussioni  e ciò che fanno gli altri, ma in realtà se interpellati si risponderà: “Cosa?” (nel tentativo di ripescare dalla memoria l’argomento di cui si sta parlando, impapocchiando un po’ e tirando fuori una risposta un po’ vaga,  quel tanto che basta a prendere dell’ulteriore tempo, vedere  le reazioni delle persone intorno, aspettando, e sperando, che diano qualche indizio in più, magari facendo qualche altra domanda).

Ovviamente anche all’interno delle relazioni familiari accade la medesima cosa, con la differenza che , spesso, con loro ci si può permettere  di mostrare quanto irritino ed infastidiscano le loro interruzioni (il pensiero tipico è: “Non si rendono conto che sto facendo altro?!”).

Quali sono le reazioni dei familiari e degli amici alla dipendenza da smartphone?

Solitamente, non ancora allarmati dalla situazione, cominciano ad essere più insistenti perché interessati veramente a comunicare, a conoscere  il tuo parere (inizia un circolo vizioso). Ma la reazione del dipendente da smartphone solitamente diviene più aggressiva: “E NO! BASTA! Sono sempre li ad interrompermi e a infastidirmi, e sempre nei momenti clou!”. E poi arrivano le giustificazioni: “Ho dovuto rispondere così, almeno lo capiscono che devono lasciarmi in pace!”

Ciò che succede è che le gentili interruzioni si trasformano pian piano in malumori e, per chi soffre di dipendenza da smartphone, diventano bruschi richiami alla realtà.

Come procede questa avvincente, ma triste, vicenda?

Che a un certo punto il dipendente da smartphone ottiene ciò che vuole: venir lasciano finalmente in pace!

La diretta conseguenza di questo è che tutto, come se fosse attratto dalla forza di gravità,  inizia a scendere verso il basso. E  tutto assorto dalle infinite possibilità dello smartphone collegato a internet, non fa nemmeno in tempo a dispiacersi, che subito altro attira la sua attenzione e si dice: “Ma si! In fondo quando voglio su facebook, ne trovo altri 1000’ di amici”

Le altre aree

Una volta intaccata l’area delle relazioni e con un orizzonte temporale sempre più ristretto per tutte le ‘altre’ attività,  con la dipendenza da smartphone, inevitabilmente anche le altre aree della  vita subiscono un ridimensionamento. La crescita personale, le finanze, l’ambiente, il lavoro, l’area personale, il benessere psichico, essendo collegate tra di loro, subiscono tutte, in misura più o meno maggiore e in tempi differenti, il declino di investimento come accaduto nelle relazioni.

Ma è così facile diventare dipendente da smartphone?

Allora anche io, che mi sono definito, nel precedente articolo, una persona mediamente nevrotica, se passo tanto tempo con il mio smartphone in mano potrei diventarlo?

Direi di no.

La differenza è che in genere pur potendo passare moltissimo tempo o tutta la giornata connesso, lo faccio per periodi brevi, magari quando sono più stressato, più ansioso o quando ho voglia di ‘staccare’, terminati i quali riemergo alla vita reale.

Mi direte: “Tu si che sei bravo a parlare, ma se ti capitasse quello che è capitato a me? Vorrei proprio vederti nei miei panni!”

Anche quando capita un evento grave (un lutto, una malattia, un licenziamento, ecc) vale lo stesso ragionamento di prima, posso per brevi periodi tentare di attutire il dolore e la sofferenza con quell’oggetto, ma a distanza di qualche giorno che faccio il morto a galla, ricomincio a battere i piedi e a muovermi faticosamente in quel mare. Poi timidamente metto in moto anche le braccia e inizio ad andare più veloce, finché, dopo ancora altro tempo, riesco nuovamente a nuotare in modo efficace.

Nel prossimo articolo inquadreremo nello specifico le dipendenze e cosa le caratterizza, e tra i vari metodi di intervento approfondiremo quello utilizzato dalla nostra équipe e che è riassunto nel motto di Coaching & Dipendenze: ‘stoppati, rifletti, gestisci’

Gianpaolo

 

PS: Se vuoi verificare quanto la tua vita sia condizionata dal tuo smartphone prova a fare il test “La Ruota della Vita”

 

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