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Sai cosa fuma tuo figlio?

Sai cosa fuma tuo figlio?

Questo articolo, quello precedente e i successivi, prendono spunto dalla giornata di incontro informativa del 24 febbraio 2018 “Sai cosa fuma tuo figlio” (della quale potrete vedere la videoregistrazione su youtube) e rientrano in una iniziativa di sensibilizzazione dedicata ai genitori di figli adolescenti,  organizzata dalla nostra associazione  e realizzata grazie all’ausilio Coaching&Dipendenze e alla sponsorizzazione di JoinTherapy.

Nel suo articolo “…E se mio figlio incontrasse le droghe?” Elisa Pappacena, ci ha parlato della scoperta delle sostanze stupefacenti da parte degli adolescenti. Le sostanze e le ‘occasioni di incontro’ sono numerose e risultano essere legate ad una fase di sperimentazione di Sé tipica dell’adolescenza. Nell’articolo ci sono anche una serie di schede che presentano singolarmente le sostanze più utilizzate dai ragazzi.

In una ricerca a livello europeo (ESPAD 2015), emergono una serie di importanti indicazioni circa la diffusione delle sostanze stupefacenti presso i giovani. Le indicazioni più appariscenti sono quelle legate al tipo di sostanze più utilizzate.

Al primo posto in Italia ed in Europa compare l’alcool. Questo è infatti stato utilizzato nell’84% dei ragazzi italiani e nell’80% di quelli europei. La sua facile reperibilità, i costi estremamente bassi e il suo essere culturalmente accettato, ne legittimano l’uso. Durante i pasti, come occasione di svago e amicalità,  nelle cerimonie e nelle feste (a Capodanno si stappano le bottiglie per festeggiare) ne fanno un elemento culturale di grande presenza nelle famiglie.

A riscontro di tale affermazione abbiamo dei altri parametri interessanti della medesima ricerca.

Disponibilità percepita: l”81% dei ragazzi italiani lo considera di facile reperibiltà

Inizio precoce nell’uso: il 45%  dei ragazzi italiani ha un approccio a tale sostanza a 13 anni o prima.

Possiamo quindi considerare l’alcool come la prima sostanza stupefacente che entra a far parte della vita nella maggior parte degli adolescenti.

Al secondo posto abbiamo poi il tabacco. Le percentuali sono in questo caso 58% in Italia e 46% in Europa. Nonostante negli  ultimi anni si sia riscontrata una diminuita attrattiva, rimane comunque una delle sostanze più utilizzate tra i giovani. Anche in questo caso ritengo sia frutto di un mix fatto di facile reperibilità, prezzi contenuti e accettazione culturale (in diminuzione).

Riprendendo i paramentri visti prima, in Italia abbiamo:

Disponibilità percepita: 63%

Inizio precoce nell’uso:  21%

Potremmo quasi fermarci qui, se non fosse che quello che ci preoccupa di più sono le sostanze illegali.

Come vediamo dalla ricerca, la prima sostanza illegale, la cannabis, che incontriamo è piuttosto distanziata come percentuale rispetto alle prime due. 27% è la media italiana e 16% quella europea. A seguire, in percentuli intorno al 10%  ci sono Cocaina ed Ecstasy.

Uno spunto di riflessione ulteriore proposto dalla ricerca è quello relativo non legato a sostanze stupefacenti, ma di altrettanto interesse e preoccupazione: l’uso frequente (aggiungerei anche costante e prolungato nel tempo) di social media e videogiochi. La percentuale dei primi è del 80% in Italia e 78% in Europa. Per i secondi siamo rispettivamente al 22% e 23%.

C’è quindi da allarmarsi per una situazione di rischio così evidente per gli adolescenti?

Pur con una preoccupazione forte da parte di tutti i genitori, ritengo che in primis sia fondamentale avere più informazioni possibili rispetto a questi fenomeni.

Oltre all’articolo su citato, vi invito a leggere i prossimi articoli, nei quali esamineremo una serie di caratteristiche fondamentali, ma la maggior parte delle volte sconosciute, all’interno delle quali contestualizzare e comprendere meglio l’uso di sostanze o comportamenti che i ragazzi possono trovarsi a sperimentare.

Vedremo infatti quali sono i fattori di rischio e quali quelli di protezione rispetto all’uso di sostanze (e non solo); le variabili droghe-set-setting; le cosidette traiettorie dei consumi; le differenze tra uso-abuso-dipendenza; come si struttura una dipendenza; i fattori e le motivazioni per cui si sviluppa; gli indicatori per riconoscere un disagio; come un adulto può intervenire.

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