Come superare un problema?

Come superare un problema?

In questo video proponiamo una veloce guida con quelli che possono essere definiti i passi da compiere per superare un problema, una difficoltà.

Si tratta delle fasi del problem solving strategico (¹).

 

 

Analizziamole nel dettaglio:

1 DARE UNA DEFINIZIONE DEL PROBLEMA

  • Che tipo di difficoltà sto incontrando?
  • Chi ne è coinvolto?
  • Dove si è verificato?
  • Quando è apparso?
  • Come si sviluppo?

Anche se può apparire una banalità analizzare così attentamente un problema,  si rivela invece molto utile. Questo passaggio ci permette di non interpretare la situazione che ci troviamo davanti sulla base di pregiudizi e preconcetti. Questo perchè ognuno di noi tende a vedere ciò che più conferma le proprie idee e sensazioni.

2. FISSARE L’OBIETTIVO PER SUPERARE IL PROBLEMA

Nel video l’obiettivo è piuttosto semplice, scalare la collina, ma non sempre è così chiaro. Spesso infatti si tende a confonde il problema con l’obiettivo.

Ci può venire in aiuto questa domanda:

Quali sono i cambiamenti  che effettuati risolverebbero il problema?

Una volta risposto probabilmente abbiamo degli obiettivi da raggiungere, i quali possono (come nel caso del video) corrispondere al problema.

Una buona regola per decidere l’obiettivo da raggiungere è utilizzare il modello SMART, quindi l’obiettivo deve essere:

  • Specifico
  • Misurabile
  • Attuabile
  • Realizzabile
  • Tempificabile

E’ utile, quando si lavora in team, “concordare” l’obiettivo da raggiungere. Ciò permette di muoversi all’unisono verso la stessa direzione e soprattutto permette di rendere il team coeso e collaborativo.

3. ANALIZZARE LE SOLUZIONI TENTATE PER SUPERARE IL PROBLEMA

Questa fase è estremamente importante: la possibilità di valutare le esperienze fallimentari passate.

Come ci può aiutare?

1. Permette di evitare il reiterarsi degli errori;

2. Da la possibilità di analizzare il problema: cosa non ha funzionato?

3. Offre l’opportunità di “dirottare il pensiero” verso alternative diverse dalle strade già battute;

4. Può servire a “salvare” ciò che invece ha funzionato: non necessariamente le esperienze passate corrispondono in toto a dei fallimenti.

Hai mai pensato ad un percorso di coaching?

4. COSA PUÒ ACCADERE DI PEGGIO?

Questa fase non prevede la pura accettazione del problema in ottica cristiana. Il concetto non è “Beh, c’è di peggio!!!”. Il senso è sempre legato alla risoluzione del problema che ci troviamo ad affrontare.

Infatti “immaginare” cosa potrebbe peggiorare la situazione presente, o cosa potrebbe portare al fallimento di un progetto, come nel punto 3, aiuta a prevenire eventuali errori e a comprendere meglio criticità e punti di forza.

5. VISUALIZZARE LO SCENARIO FUTURO UNA VOLTA RISOLTO IL PROBLEMA

Si tratta di un esercizio di fantasia, ma che permette di vedere cose che non potremmo immaginare se concentrati solo sulla realtà presente e passata.  Inoltre se è vero (come lo è) che tutti tendiamo a costruirci delle profezie che si auto-avverano, solitamente infelici e nefaste, allora proiettarsi in eventi positivi (come superare un problema) può essere di grande giovamento.

Esiste anche un altro motivo per il quale è utile visualizzare lo scenario futuro: per evitare i danni collaterali. Può, infatti, capitare che si riesca a risolvere dei problemi, che ritenevamo enormi, per poi ritrovarcene inaspettatamente altri.

6. DIVIDIAMO L’OBIETTIVO IN MICRO-OBIETTIVI

Per arrivare ad una risoluzione felice di una problematica occorre organizzare una strategia.  La cosa utile da fare è organizzarla partendo dal più facile passo da compiere.

Questo perché elimina la frustrazione di confrontarsi con un obiettivo ritenuto troppo grande, ma allo stesso tempo innesca la miccia che ci permetterà di raggiungerlo.

Procedere con la logica dei ‘piccoli passi’, spesso comporta che i grandi cambiamenti avvengano da sé (effetto valanga): è come se si attivasse una ruota, all’inizio occorre spingerla per un po’, ma poi continua il suo moto con sempre minor sforzo da parte nostra.

7. IL PERCORSO INASPETTATO

Una strategia che può rivelarsi molto utile quando ci imbattiamo in situazioni complesse, è quella che segue una logica contro-intuitiva. In questo caso la progressione dei passi che ci porta alla meta, viene invertita. Avremo quindi come punto di partenza l’obiettivo principale (Traguardo) e tutti i passi che ci servono per raggiungerla vengono analizzati a ritroso. In questo modo avremo una divisione in micro-obiettivi che ci permette di non perdere di vista il traguardo.

 

 

 

 

 

Riferimenti bibliografici

(¹) G. Nardone, Problem solving strategico da tasca, Ponte alle grazie, 2009

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