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Rilassamento psico-fisico: come raggiungerlo con il Training Autogeno

Rilassamento psico-fisico: come raggiungerlo con il Training Autogeno

Il rilassamento psico-fisico è, in realtà, una conquista, uno stato a cui arrivare. Comunemente si individuano varie attività utili a rilassarsi: fare una corsa, prendere  un aperitivo in compagnia, giocare con  la play-station o  alle  slot-machine, bere un buon bicchiere di vino, fare shopping, etc…

Tutti noi individuiamo dei momenti della giornata in cui abbiamo necessità di rilassarci.

Il rilassamento psico-fisico presuppone un rilassamento fisico, e quindi di varie parti del corpo, che di conseguenza attiva un rilassamento mentale, il quale, per l’azione efferente ed efferente del  sistema nervoso, incrementa il rilassamento corporeo.

rilassamento psico-fisico e sistema nervoso

wikipedia

Il sistema nervoso consta del sistema nervoso centrale, a sua volta formato da encefalo e midollo spinale, e dal sistema nervoso periferico, costituito dal sistema nervoso autonomo o vegetativo e dal sistema nervoso somatico.

Il sistema nervoso periferico, mediante i neuroni efferenti, capta i diversi stimoli interni ed esterni provenienti dalla periferia e li trasmette al sistema nervoso centrale (componente afferente del SNP). Qui i segnali vengono integrati e viene elaborata una risposta, la quale verrà condotta nuovamente alla periferia per mezzo dei neuroni simpatici e parasimpatici (componente efferente del SNP).

Il sistema periferico, altrimenti detto autonomo o vegetativo, è in grado di percepire gli stimoli e trasmettere i rispettivi segnali indipendentemente dallo stato di coscienza; ovvero questo sistema regola funzioni fisiologiche che non vengono percepite dall’uomo. *

Ora per  riuscire a raggiungere un vero rilassamento psico-fisico occorre allenamento (training) e la possibilità di inviare “messaggi rilassanti” attraverso il nostro sistema nervoso centrale e periferico.

L’allenamento non deve far pensare ad impegno gravoso e faticoso ma ad un esercizio costante, anche di pochissimi minuti al giorno. Ciò che conta è che insegni ai nostri organi a rilassarsi e che possano così inviare messaggi di rilassamento al nostro cervello, attraverso il sistema nervoso periferico, ed avere segnali di rilassamento dal nostro sistema nervoso centrale.

Tutto ciò si può fare a partire dal respiro. L’esercizio del respiro è l’esercizio cardine da cui partono tutte le tecniche di rilassamento e meditazione.

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Quando siamo nervosi e preoccupati tendiamo a respirare in modo superficiale (respiriamo con la parte alta dei nostri polmoni) e con maggiore frequenza, il nostro respiro diventa “corto” (ansia, asma). Al contrario, quando siamo rilassati il nostro respiro rallenta e diventa più profondo.

Ci basta fare una prova  pratica per riprendere il controllo respiro e comprenderne l’utilità: si inizia a respirare lentamente,  in modo ritmico, provando a sentire il flusso del respiro; ma soprattutto provando a respirare con l’addome (respirazione diaframmatica).

Nel training autogeno (tecnica di rilassamento molto nota e praticata) la caratteristica fondamentale è la possibilità di ottenere, attraverso esercizi che potremmo considerare “mentali”, delle reali modifiche corporee, che a loro volta sono in grado di influenzare la sfera psichica dell’individuo.

All’esercizio del respiro si affiancano esercizi di rilassamento per tutte le parti del corpo e gli organi. Questo amplifica l’effetto rilassante, e l’allenamento lo rende un processo automatico di cui neppure ci renderemo più conto, proprio come respirare.

In sostanza, il regolare e costante allenamento fa sì che la distensione e il benessere psicofisico non debbano più essere cercati attivamente, ma si producano in modo automatico e spontaneo, come dei veri e propri riflessi.

La posizione da tenere è da cercare con cura secondo la propria conformazione e stato psicofisico. Possiamo assumere una posizione da seduti, a terra o su una comoda poltrona, una posizione supina utilizzando cuscini o rialzi, una posizione a cocchiere appoggiando la testa sulle nostre gambe.

In conclusione si riesce a stare anche nell’esercizio della fronte fresca in cui si libera la mente dall’affollamento dei pensieri che ci rende la fronte cocente e ci richiama l’immagine del fumo che fuoriesce dalle orecchie (rabbia, emicranie, ipertensione

Elisa Pappacena

 

 

*Tratto da My personal trainer

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