Leadership : situazionale o carismatica?

Leadership : situazionale o carismatica?

Quello del leader è un ruolo che si confronta con i cambiamenti dell’epoca post-moderna

LeadershipPer introdurre una visione della leadership e del leader più al passo con i tempi, occorre dare uno sguardo al passato (questa attenzione non è quindi una deformazione propria degli psicologi).
Il termine, derivante dalla cultura anglosassone, rispecchia l’epoca in cui è stato utilizzato per la prima volta. Esso deriva infatti dal verbo ‘to lead’, che tradotto nella nostra lingua è : Guidare, Condurre, Dirigere.

Il  substrato (background) su cui si basa, fa riferimento ad un tipo di cultura moderna, in cui il leader non è visto come parte del sistema che guida, ma come un elemento super-partes, che escludendo gran parte degli aspetti emotivi, agisce su basi prettamente razionali e prende decisioni che siano le più logiche e proficue possibili nella situazione data, ma che al contempo sappia appunto guidare il suo team verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Vedremo in seguito come ciò non rispecchi in pieno la realtà dei fatti.

Ci sono stati una serie di studi  su questa capacità che hanno portato, in primis, a considerarla come innata (‘è un leader nato’ è un’espressione ancora presente nella nostra quotidianità); per poi ampliarla e considerarla come una capacità che si può apprendere.

Si è passati quindi dal considerarla una skills dotata di  magicità e rassegnazione ( “è un leader nato, non sarò mai come lui, ma come fa a essere così…”) a valutarla come capacità appresa, apprendimento che può essere più o meno duro e faticoso, ma che può  essere sviluppato e sempre più perfezionato.
Quindi mentre all’inizio il leader  risulta essere una sorta di super-eroe, un condottiero dei tempi antichi, basti pensare ai  tanti messaggi che hanno rinforzato tale convinzione  passati attraverso la cinematografia ed altri mezzi di comunicazione, con il passare del tempo tale visione ha iniziato a non soddisfare più gli studiosi del campo (e probabilmente neppure i leader stessi), ha iniziato a suonare come limitata e allo stesso tempo limitante.

Il passaggio successivo è stato considerare il leader e, soprattutto  la sua competenza, come legato, principalmente:

  • alle situazioni (leadership situazionale);
  • alle caratteristiche personali del leader, al suo carisma (leadership carismatica);

Anche questo approccio però presenta delle lacune perché si continua ad atomizzare e scindere la persona e le situazioni.

Con l’avvento, e  la sempre maggiore influenza, della teoria dei sistemi e i conseguenti ‘approcci sistemici’ che ne sono discesi, le precedenti concezioni di leadership hanno iniziato a vacillare dando vita ad un ampliamento del contesto osservativo.

Sviluppare le soft skills è possibile attraverso percorsi di coaching personalizzati

Il leader infatti è in primis una persona, con tutte le caratteristiche relative a vissuti, emozioni, relazioni; che può essere isolata solo a patto di perderne gran parte dei significati e delle spiegazioni.

Pertanto, colui che in determinate situazioni ricopre il ruolo di leader è inserito in un contesto; nel quale vive, nel quale instaura relazioni e rapporti, scambia emotività, si confronta. E tale contesto non è l’unico nel quale l’individuo si muove (relazioni familiari, amicali, etc) ed inoltre tale contesto è permeabile e permeato da tutti gli altri.
Per cui ad esempio, se il leader ha una situazione critica nell’area della vita privata, è impensabile che questa non influenzi anche l’area lavorativa, nonostante possa essere il miglior leader del mondo.
Il leader si muove quindi e opera dall’interno del contesto, e quindi alle leggi dello stesso dovrà in qualche modo rispondere.

E’ vero che la posizione ai nostri occhi risulta ad un livello più elevato rispetto agli altri membri del team o dell’azienda, ma è pur vero che da tali altri membri (e da altri fattori come ad esempio la cultura propria dell’azienda) in qualche modo dipenderà. E’ infatti impensabile un leader senza seguaci; cosa sarebbe? Lo potremmo ancora definire leader? Ai nostri occhi tale persona sarebbe soltanto una persona solitaria e magari con qualche turba nevrotica (con quei suoi atteggiamenti da condottiero).

Gli elementi fondamentali sono quindi il contesto in cui si opera e le relazioni che in tale contesto si instaurano.

Un buon approccio alla leadership ci pare essere  quella che è definita leadership situazionale ed emergente: un leader non è tale esclusivamente per sue caratteristiche personali, ma lo è in una determinata situazione (contesto, relazioni, tempo/ciclo di vita).

Il classico esempio è quello di un incendio in un palazzo in cui leader può diventare l’addetto alle pulizie (per la sua conoscenza dettagliata del palazzo e delle uscite di sicurezza). In tale caso c’è l’incontro tra una competenza, la situazione, una chiarezza di obiettivi e di come raggiungerli e il riconoscimento della competenza da parte degli altri.
Contesto e relazioni (e regole) vigenti all’interno di esso, risultano quindi indicatori altamente predittivi della carriera di leader in una determinata area dell’azienda. Considerata anche il ciclo vitale dell’azienda e le sfide che si trova ad affrontare nella fase di ciclo vitale.
Nei prossimi articoli prenderemo in considerazione la visione sistemica della leadership secondo i quattro quadranti, secondo una timeline evolutiva dei 4 quadranti stessi, secondo quelle che possono essere le patologie di una situazione di leadership (e tra queste ci soffermeremo in special modo sugli aspetti di dipendenza del leader rispetto alla sua stessa leadership e del team rispetto al leader come persona e alla sua leadership come stile di conduzione). E infine prenderemo in considerazione l’intervento sistemico di tipo strutturale in azienda.

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