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Bullismo alla scuola dell’infanzia: come riconoscerlo?

Bullismo alla scuola dell’infanzia: come riconoscerlo?

Origini del bullismo

Il bullismo non appare magicamente e all’improvviso nei bambini.  Nel confronto con gli altri portano la loro esperienza in famiglia, con i media e con le altre persone che fin li hanno frequentato. Queste esperienze preparano il bambino ad essere più o meno propenso ad attuare comportamenti correlati al bullismo.

In alcune famiglie, i bambini sperimentano o osservano situazioni violente in famiglia, sperimentano punizioni fisiche o l’uso di aggressioni fisiche o verbali per controllare gli altri. Queste esperienze familiari posso portare il bambino a iniziare ad agire comportamenti aggressivi o a trovarsi coinvolti nel bullismo già nella prima infanzia. Quando il bambino cresce in un ambiente accuditivo e meno violento impara le competenze sociali e difficilmente si presentano situazioni di bullismo.

Anche i media possono influenzare il potenziale coinvolgimento dei bambini nel bullismo. Dalla televisione possono imparare comportamenti e modalità relazionali da “bullo” o anche giocando a videogiochi che rinforzano il comportamento violento. Al contrario, i media educativi possono guidare i bambini per iniziare comportamenti utili e interagire in cooperazione con i loro coetanei.

L’esperienza diretta e l’osservazione di bambini con fratelli può essere uno strumento predittivo per capire come interagiranno con gli altri durante la prima infanzia. Inoltre, coloro che sperimentano l’ aggressività e comportamenti legati al  bullismo  da fratelli o da altri bambini  possono imitare e introiettare queste modalità relazionali.

In aggiunta a queste esperienze infantili al di fuori della classe, il bullismo può anche avere origine da ciò che osservano i bambini nell’interazione con altri pari che adottano modalità relazionali aggressive.

Sviluppo

Nelle classi della prima infanzia i le modalità correlate al bullismo emergono e si sviluppano in modi ben definiti. I bimbi piccoli (2-4 anni) iniziano ad utilizzare comportamenti aggressivi per difendere le proprie cose, il territorio, e le amicizie. Dai 4 ai 6 anni  cominciano ad utilizzare l’aggressività e comportamenti correlati al bullismo per minacciare o intimidire gli altri bambini.

Questi comportamenti iniziali di bullismo si sviluppano sistematicamente a seconda della risposta del bersaglio. Per esempio, se il bambino oggetto delle attenzioni piange e si sottomette e consegna il giocattolo, il bambino aggressivo continuerà a colpire lo stesso bambino e i comportamenti continueranno.

A volte, la sottomissione  del bambino bersaglio può diventare gratificante, e il bambino aggressivo può provare piacere  all’idea di ferire un altro  di proposito. Tollerare questi comportamenti può permettere che tali azioni divengano ripetute e deliberate nei confronti di pari meno forti e vulnerabili.

La terapia familiare può essere un utile mezzo per aiutare tuo figlio, sia nel caso in cui utilizzi modalità aggressive con gli altri sia che le subisca. Richiedi una consulenza gratuita.

Contagio

Quando gli altri bambini nella classe osservano il comportamento aggressivo di un altro bimbo che riesce ad ottenere quello che vuole attraverso la dominanza su un altro compagno, possono emulare l’atteggiamento dominante e usare tecniche per colpire lo stesso bambino o altri. Se queste forme di bullismo vengono accettate e non fermate per un periodo lungo, si formano gerarchie di potere con gruppi di bambini dominanti  che regolarmente bullizzano coloro che rispondono alla aggressività attraverso il pianto o con modalità arrendevoli. Lo sviluppo successivo può assumere forme più varie e sofisticate.

Lo sviluppo del bullismo legato al genere

Gli inteventi per fermare e prevenire lo sviluppo di bullismo da parte degli educatori della prima infanzia devono tenere conto  che sia i bambini  che le bambine possono agire comportamenti correlati al bullismo

Tuttavia, i maschi e le femmine cominciano a mostrare differenze nel loro modo di agire le prime forme di comportamenti aggressivi a partire dai 3 anni.

Nei maschietti, la forma più comune è relativa ad aggressioni fisiche o verbali più esplicite che hanno lo scopo di sottomettere gli altri. Questi comportamenti, che richiedono un intervento immediato, sono relativamente più facili da identificare e osservare.

Le femminucce invece spesso cominciano a spesso iniziano a fornire e ricevere le forme più sofisticate, sottili, e indirette di bullismo relazionale associato a modelli di appartenenza e di esclusione. Per esempio le bambine spingono per manipolare le relazione, escludono dei compagni, diffondono voci, raccontano segreti, e minacciano di non giocare se le loro richieste non sono soddisfatte.

Gli educatori devono porre molta attenzione il bullismo relazionale  può essere più difficile da rilevare, ma può far male quanto, o anche più, delle forme più dirette di bullismo.

 

 

Articolo tratto e tradotto da PromotePrevent

Immagini: Alexas_Fotos

Bambini e bullismo: Tutto ciò che bisogna sapere per potere agire (PGM) di  Pierre,     Frédérique Saint 
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